«Non sono un eroe». Così si schermiva nel 1981 Lech Walesa,
storico leader e fondatore di Solidarnosc, a chi, osannandolo, gli domandava
quale fosse il “segreto” del suo immenso successo che nel volgere di poco tempo
aveva contagiato milioni di polacchi. Lo stesso Walesa proseguiva poi
dichiarando che l’unico motivo per il quale moltissima gente lo seguiva era uno
solo: perché diceva la verità. «Qualunque sia il sistema se non ci si fonda
sulla verità e sull’onestà, non si ha nessuna possibilità. La verità è l’uomo.
Non si può fare nulla contro la verità. Non la si può distruggere». Relegare
dunque l’esperienza di Solidarnosc ad un passato ancorché recente ritenendola
definitivamente tramontata è un’operazione antistorica perché in un tempo in
cui l’identità della nostra vecchia Europa vacilla e ci si avvita su
discussioni spesso sterili in materia di diritti reali o presunti, l’eredità
del sindacato polacco può servire per riportare al centro del dibattito europeo
il Soggetto, inteso non come individuo “e vinculis solutus”, ma come persona
inserita in un contesto di relazioni più ampie che costiuiscono una civiltà. Da
queste preoccupazioni nasce “Operazione Solidarnosc” (Salvatore Sciascia
Editore, 2014) di Vincenzo Grienti che, attraverso una rigorosa indagine
storica e utilizzando documenti e fonti dell’epoca, vuol mettere in evidenza
quel fenomeno assolutamente originale ed inusitato che si è sviluppato in
Polonia, un Paese del blocco sovietico ed in piena guerra fredda: la nascita
del primo sindacato libero. Si tratta – secondo Grienti – della prima incrinatura
al muro di Berlino che sarebbe poi definitivamente crollato nel 1989. Il volume
dunque ripercorre la storia della Polonia nel secondo dopoguerra concentrandosi
maggiormente negli undici anni (1978-1989) che effettivamente videro lo
sbriciolarsi lento ma inesorabile del blocco comunista nell’Europa dell’Est. Il
1978 non è scelto a caso come punto di partenza perché è proprio quello l’anno
in cui il polacco Karol Wojtyla diviene Giovani Paolo II, un pontefice che già l’anno
successivo durante la visita nella “sua” Polonia mostra a tutto il mondo il
profondo legame che esiste con
Pubblicato su La Sicilia domenica 9 Febbraio 2014

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