In un pomeriggio noioso e sonnolento un uomo bussa
al portone della sede romana della Dia. Non spiega il motivo della sua visita,
dice solo di essere il dottor Ettore Milazzo, un commercialista palermitano, e
di voler parlare esclusivamente con il direttore. All’iniziale diffidenza dei
funzionari della direzione investigativa antimafia un nome, pronunciato dal
misterioso personaggio, cattura immediatamente il loro interesse: Giovanni
Basile. Dietro questo nome infatti si cela uno dei più pericolosi latitanti
ricercato da anni senza successo da tutte le forze di polizia. Milazzo è un
pezzo pregiatissimo dell’ingranaggio criminale di Basile, è colui che ne cura
personalmente gli interessi in ogni parte del mondo, ma è anche colui che ha
deciso di consegnare il suo boss alle forze dell’ordine perché si è reso conto
che la sua vita è in pericolo... Prende da qui le mosse l’avvincente romanzo di
Enzo Russo, “Nessuno escluso” (Barion, 2013) pubblicato per la prima volta nel 1995, in un periodo in cui
il fenomeno dei pentiti e del pentitismo si mischiava alle efferate stragi di
mafia che qualche anno prima avevano visto cadere i giudici Falcone e
Borsellino. In un crescendo di colpi di scena le rivelazioni di Ettore Milazzo,
che pezzo dopo pezzo ricostruiscono un puzzle in cui la menzogna sembra verità
e la verità menzogna, provocheranno un terremoto istituzionale che susciterà scandali,
arresti e dimissioni, trascinando nell’ignominia uomini fino a quel momento
considerati irreprensibili. C’è però una domanda che si insinua nel romanzo
dall’inizio alla fine: chi è davvero Ettore Milazzo?
Pubblicato su La Sicilia giovedì 16 Gennaio 2014


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