L’ineludibilità della questione di Dio,
parafrasando il titolo di un recente libro di Pietro Barcellona, appare evidente
dalla sterminata produzione letteraria che riempie gli scaffali delle librerie
e di cui una grande parte è il frutto, non sempre ben riuscito, del confronto
di numerosi uomini di scienza con un tema appassionante qual è appunto quello
della fede nell’esistenza di un Dio Creatore. Al dibattito tra scienza e
religione ha contribuito anche un recente volume curato da Mario Grilli dal
titolo “Gli scienziati e l’idea di Dio. Pensiero scientifico e religioso a
confronto”, che, attraverso un dialogo serrato con pensatori e scienziati del
passato, cerca di rispondere ad alcuni interrogativi importanti che i due temi
suscitano: perché gli uomini hanno bisogno di Dio? La fede è frutto di una
adesione razionale od emozionale? Le religioni sono opera dell’uomo o di Dio? E’
possibile un rapporto diretto con Dio senza alcun intermediario? Sono queste
domande fondamentali, senza dubbio, però l’intenzione dell’Autore di non
scrivere “un saggio dotto ed esaustivo”, ma “un immaginario colloquio con i
lettori, in particolare quelli più giovani”, ha come esito finale, a causa
anche di alcune inesattezze storico-filosofiche e filologiche, quello di
riproporre purtroppo l’antica (e superficiale) dicotomia tra una ragione,
rinchiusa nei limiti angusti del sapere scientifico, e la fede, intesa come
rassicurazione a buon mercato, frutto delle debolezze e dei limiti degli
uomini.
Pubblicato su La Sicilia giovedì 22 settembre 2011

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