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venerdì 23 settembre 2011

La scienza e la ragione "ridotta"

L’ineludibilità della questione di Dio, parafrasando il titolo di un recente libro di Pietro Barcellona, appare evidente dalla sterminata produzione letteraria che riempie gli scaffali delle librerie e di cui una grande parte è il frutto, non sempre ben riuscito, del confronto di numerosi uomini di scienza con un tema appassionante qual è appunto quello della fede nell’esistenza di un Dio Creatore. Al dibattito tra scienza e religione ha contribuito anche un recente volume curato da Mario Grilli dal titolo “Gli scienziati e l’idea di Dio. Pensiero scientifico e religioso a confronto”, che, attraverso un dialogo serrato con pensatori e scienziati del passato, cerca di rispondere ad alcuni interrogativi importanti che i due temi suscitano: perché gli uomini hanno bisogno di Dio? La fede è frutto di una adesione razionale od emozionale? Le religioni sono opera dell’uomo o di Dio? E’ possibile un rapporto diretto con Dio senza alcun intermediario? Sono queste domande fondamentali, senza dubbio, però l’intenzione dell’Autore di non scrivere “un saggio dotto ed esaustivo”, ma “un immaginario colloquio con i lettori, in particolare quelli più giovani”, ha come esito finale, a causa anche di alcune inesattezze storico-filosofiche e filologiche, quello di riproporre purtroppo l’antica (e superficiale) dicotomia tra una ragione, rinchiusa nei limiti angusti del sapere scientifico, e la fede, intesa come rassicurazione a buon mercato, frutto delle debolezze e dei limiti degli uomini.


Pubblicato su La Sicilia giovedì 22 settembre 2011

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