«La verità è semplice ed è facile riconoscerla,
perché ha uno splendore e parla da sola. Quando non parla è perché qualcuno le
ha tappato la bocca». A partire da quest’affermazione di Antonio Preziosi,
direttore di Radio Uno e Gr Rai, si sono confrontati davanti alla platea del
Meeting di Rimini, altri due giornalisti alla guida di importanti testate:
Roberto Napoletano, direttore del Sole 24Ore, e Marco Tarquinio, direttore di
Avvenire. Il tema è appassionante, soprattutto per chi di mestiere fa il
cronista: raccontare la realtà. «Questa è una bella cosa – ha sottolineato
Tarquinio –, i giornali dovrebbero aiutare le persone ad aprire gli occhi, ad
avere consapevolezza, perché la consapevolezza cambia il mondo, ma quello che spesso
manca è un’onestà intellettuale che eviti, ad esempio, quella pigrizia
strisciante di tanto giornalismo italiano che invece di fare inchieste per
proprio conto diventa la cassa di risonanza delle procure». Invece, ha
affermato Napoletano, bisogna essere disposti a “scavare, scavare, scavare”, per
arrivare al fatto e alla notizia. Non si deve spacciare il verosimile per vero,
come aveva detto qualche tempo fa il cardinale di Milano Angelo Scola
incontrando i giornalisti lombardi, e per questo bisogna sempre essere rigorosi
nella verifica delle fonti. «La realtà – ha proseguito Napoletano – cambia di
giorno in giorno e raccontarla significa assumersi delle responsabilità nella
scelta di temi, argomenti e titoli». Raccontare ad esempio la notizia per
eccellenza di questi ultimi tempi, la crisi economica, senza dare nulla per
scontato e senza chiudere gli occhi davanti alla realtà, implica in effetti
scelte professionali impegnative. «Innanzitutto – ha ribadito Tarquinio –
bisogna tener presente che la realtà è sempre un avvenimento, mai uguale a se
stesso e che al centro della realtà ci sono uomini e donne in carne e ossa,
persone precise, alle prese con i problemi e i drammi di tutti i giorni e non
questioni astratte. Non bisogna perdere il rapporto tra il particolare ed il
contesto, fra la totalità e il dato contingente, come amava dire don Giussani
ai suoi amici giornalisti». «Il Gr Rai e Radio Uno – ha proseguito Preziosi –
raccontano la crisi con l’occhio del radiocronista come se fosse “Tutto il
calcio minuto per minuto”. La copertura è minuziosa, dettagliatissima,
obiettiva. Perché se la crisi non la si racconta, la crisi non esiste e se non
esiste la gente non la capisce e così diviene ancora più subdola». «Invece – ha
detto infine Tarquinio – accanto a chi vuole spolpare l’Italia, alla
disoccupazione, ai prezzi che crescono e allo spread che vola, ci sono un Paese
solido, imprenditori che resistono, un’economia di comunità che ha fatto grande
e bello il nostro Paese. Di tutto questo è necessario scrivere e raccontare».
Pubblicato su La Sicilia mercoledì 22 agosto 2012


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