Powered By Blogger

martedì 16 agosto 2011

Londra. L'educazione sotto scacco

Gaetano e Angela vivono da molti anni nel Regno Unito. Entrambi catanesi, dopo essersi sposati hanno vissuto alcuni anni negli Stati Uniti prima di trasferirsi a Eltham, un comune di "South London" nel distretto amministrativo di Greenwich. «In questa zona -racconta Gaetano - l'onda lunga della protesta è arrivata la notte di lunedì 8 agosto, spostandosi progressivamente dal nord di Londra dove tutto ha avuto inizio sabato sera. Ma a parte qualche rissa, documentata dalla Bbc, e qualche vetrina spaccata non è accaduto nulla di eclatante. La situazione è cambiata però il martedì mattina quando i residenti di Eltham hanno deciso di scendere in piazza per difendere i negozi, le strade ed il quartiere dalla guerriglia, dando vita di fatto a delle ronde cittadine. Il motivo per cui la protesta è nata ha lasciato quasi subito spazio ad una mera contrapposizione tra bianchi e neri, anche perché il quartiere è noto per alcuni episodi di intolleranza razziale (molti abitanti appartengono al partito di estrema destra "English Defense League") e per la presenza di numerosi "hooligans" tifosi della squadra di calcio del Millwall che milita nella Football League Championship (corrispondente alla nostra serie B)». Attraversando Londra per andare a lavoro Gaetano e Angela hanno visto tanti negozi distrutti, ma in mezzo a tanta desolazione sono stati testimoni della solidarietà di tante persone che si sono prodigate per contribuire a rimettere un po' a posto le cose, anche armati di scope e palette. «Abbiamo saputo - interviene Angela -che molti si sono impegnati, attraverso offerte in denaro, ad aiutare coloro che, a causa delle rivolte, avevano perso la loro casa o la loro attività. Per la prima volta da quando viviamo nel Regno Unito abbiamo sentito dire dai media e dalle persone con cui abbiamo parlato che forse si è commesso un errore nell'educazione dei giovani; si è insistito troppo sul politically correct ma si è arrivati alla fine ad una deresponsabilizzazione di questi ultimi, delegittimando in un certo senso il ruolo dei genitori e, di conseguenza, dell'autorità». «In quanto immigrati - aggiunge Gaetano - viviamo i fatti che accadono in questi giorni un po' dall'esterno, però abbiamo sempre visto il Regno Unito come una terra piena di opportunità e ci viene difficile capire i giovani inglesi che affermano il contrario e si rivoltano contro il governo e il sistema. E' vero che i problemi ci sono e vanno affrontati, però l'impressione è che la società britannica è frammentata, ferita e che parole come speranza, futuro, avvenire sembrano distanti anni luce per questa generazione. La questione allora non è l' insufficienza di opportunità, che qui sono tante, basta saperle cogliere, ma l'assenza di punti di riferimento, di valori assoluti che diano una direzione e aiutino il giovane a trovare la sua strada e diventare così adulto». Si è creata una società in cui i giovani sono perfettamente consci dei propri diritti, ma hanno dimenticato significato della parola responsabilità. «Qui in Inghilterra - sostengono i coniugi catanesi - trovare persone che vogliono dedicarsi al mestiere di educatore è rarissimo perché al minimo errore si rischiano denunce penali. Addirittura ci sono dei negozi che espongono dei cartelli in cui c'è scritto che l'ingresso è consentito a due studenti per volta: la gente è terrorizzata dai teen-ager! I ragazzi dovrebbero protestare sì, ma contro una società che li ha abbandonati a se stessi e non ha avuto il coraggio di dire dei 'no' in nome di una presunta idea di tolleranza. Quello che sta succedendo in Inghilterra è una vera e propria emergenza educativa». E qui Gaetano interrompe il suo racconto e cita efficacemente a mo' di chiosa un detto catanese in un dialetto reso ormai incerto dai lunghi anni di assenza dalla Sicilia: «L'arbulu s'addrizza quannu è nicu»: l'albero storto si raddrizza quando è giovane.


Pubblicato su La Sicilia lunedì 15 Agosto 2011

Nessun commento:

Posta un commento