Un luogo comune molto ben radicato afferma la perfetta e insanabile estraneità fra la contemporaneità musicale e la tradizione religiosa. Invece è proprio la contemporaneità che esige di "seguire la traccia dell'antica memoria e della sua testimonianza". E’ questo il leitmotiv del saggio di Pierangelo Sequeri, ("La risonanza del sublime. L'idea spirituale della musica in Occidente."; Edizioni Studium Roma 2008) che vuol guidare il lettore in un viaggio, attraverso la forma del racconto, che prende le mosse dall'antica filosofia greca della musica, per giungere, dopo essersi soffermato ad interrogare le varie epoche della musica "composta ed ascoltata", all'età contemporanea, dove il nesso tra evoluzione della spiritualità religiosa ed evoluzione della coscienza estetica, ha raggiunto il suo culmine. Il Novecento musicale europeo è difatti incomprensibile prescindendo da questo rapporto, il cui esito non può essere spiegato semplicemente in termini di tecniche, gusti soggettivi e stili formali. Nella nostra cultura infatti musicale è l'uomo, primariamente; “non la natura, né gli dei, né le pulsioni di eros.” E' su quest’ idea, fiorita attraverso l'innesto dell'ethos greco nel Logos cristiano, che si è sviluppata la storia della musica occidentale la quale, dunque, si confronta costantemente e in modo diretto con i grandi temi della tradizione spirituale e religiosa.
Pubblicato su La Sicilia domenica 17 aprile 2011


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