«Non è necessario, o neanche soltanto possibile, in ogni tempo elevare a dogma la storia che si fa e trasporla in un sistema metafisico: è assolutamente necessario rendere gli eventi storia, la storia storia compresa e narrata». Non si potrebbero comprendere la vita e l’opera di Rudolph Haym al di fuori di questa affermazione tratta dal suo “Hegel und seine Zeit”, la monumentale biografia che lo studioso tedesco scrisse su Hegel. La sua figura rimanda ad una personalità multiforme (πολύτροπος l’avrebbe definito Omero) interessata tanto all’attività teorica e speculativa quanto all’attività pratica e politica in particolare. Un recente volume, curato da Giancarlo Magnano San Lio, ci restituisce proprio un’immagine a tutto tondo della personalità di Haym, un intellettuale la cui opera presenta una indubbia abbondanza di spunti e suggestioni, purtroppo oggetto, in seguito, solo di scarsi studi critici che, di conseguenza, sono stati causa di un immeritato oblio sia dell’opera sia della persona. Il titolo del saggio,“Biografia, politica e Kulturgeschichte in Rudolf Haym”, enuclea già i nodi principali che costituirono il leit-motiv dell’impegno dell’intellettuale tedesco. La biografia è considerata come il genere letterario che consente di riassumere storia della filosofia e storia della cultura attraverso le vicende di alcuni personaggi di straordinario rilievo che costituiscono la cartina di tornasole di un intero ambiente, se non addirittura di un’epoca. Da qui le tre monumentali biografie su Humboldt, Hegel ed Herder, che, oltre allo straordinario rilievo storiografico, assumono anche un significato pedagogico in quanto, nella prospettiva haymiana, la grande personalità può assurgere a modello utile a ripercorrere la storia spirituale della Germania nell’ottica soprattutto dell'unificazione della nazione tedesca che di lì a poco si sarebbe realizzata. E’ attraverso la biografia dunque che i singoli eventi si fanno storia e la storia diviene “storia compresa e narrata” e, d’altra parte, l’impegno politico che costituisce l’altra cifra capitale della riflessione haymiana, non venne solamente teorizzato attraverso gli exempla dei tedeschi illustri, ma vissuto in prima persona negli anni difficili che condussero poi di fatto la Germania verso l’unificazione nel 1871: Haym assunse incarichi parlamentari, ruoli accademici ed istituzionali, correndo a volte il rischio di pagare a livello personale alcune sue prese di posizione che egli difese tuttavia sempre con tenacia e con una immancabile vis polemica. Dalla ricognizione fatta da Magnano San Lio emerge dunque un contesto assai complesso nel quale si inserisce una personalità poliedrica, ma capace tuttavia di comporre in un quadro unitario aspetti e prospettive assai diversi fra loro.
Pubblicato su La Sicilia il 16 Luglio 2011
Pubblicato su La Sicilia il 16 Luglio 2011

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