Bisogna compiere tutti i passi. Non si possono fare salti. Un bimbo piccolo riesce a malapena a mettere un piede dopo l’altro, come potrebbe mettersi a saltellare per la stanza?
Un bimbo di un anno. Che corre su e giù per la stanza come uno di tre anni. Non si può. Non s’è mai visto.
Allo stesso modo l’amore tra l’uomo e la donna è come un bambino che muove i suoi primi passi. Un piede dopo l’altro; solo così riuscirà ad arrivare sicuro tra le braccia spalancate del suo papà che lo aspetta dall’altra parte della stanza.
Ma se si affretta correndo , le gambe non lo reggeranno, cadrà e si farà male: fortuna che il papà sta sempre attento e sarà pronto a raccoglierlo e consolarlo.
Ma sarebbe meglio non cadere.
Certo è bello essere raccolti e consolati dal papà che con santa pazienza ci rimette su ogni volta, ma lo fa perché vuole che impariamo a camminare e non vede l’ora di portare quel suo bimbetto al parco e vederlo scorrazzare felice su e giù inseguendo le farfalle o i pollini che la brezza del mattino fa volteggiare sul cielo.
Così è nell’amore tra l’uomo e la donna .
Un passo dopo l’altro.
Senza fretta.
E l’innamoramento è il primo passo.
Il piede destro davanti al piede sinistro.
Non c’è molto da rimuginarci sopra: accade.
Come una bella mattina di sole che non si può né prevedere né tantomeno programmare: accade.
Capita.
Che un bel volto mi attiri e io ne subisca tutto il fascino, anche travolgente.
Ma non basta. Non si può stare fermi.
Col piede destro davanti a quello sinistro. Fermi così.
E’ una posizione ben scomoda.
E poi bisogna camminare. Camminare, non correre. Per non rischiare di cadere.
Di fare un ruzzolone.
Occorre mettere il piede sinistro davanti a quello destro: fare un passo.
Non bisogna cedere solo all’impressione e all’incanto dei sensi perché la bellezza percepita dai sensi può essere un dono pericoloso, basta un niente e l’altro diventa il mio balocco preferito da usare quando ne ho voglia e buttare via quando mi ha stufato.
Spesso gli uomini si infliggono tra di loro questo male.
Vogliono fare un passo troppo lungo e il risultato è che finiscono giù lunghi per terra.
Occorre invece imparare ad apprezzare la bellezza percepibile con la ragione, cioè la verità.
Questo è un buon passo ulteriore. L’unico passo ulteriore da fare, che ci fa stare in piedi e ci avvicina un po’ di più a nostro Padre che è lì e ci attende a braccia aperte.
Si può benissimo amare senza aver subito voglia di afferrare il proprio caro amore.
Ci vuole una certa magnanimità, cioè una grandezza dell’animo, che non è una nostra capacità (noi pensiamo che lo sia), ma un carattere incancellabile della nostra natura, per dire una cosa del genere.
Bisogna amare gratuitamente.
Gratis. Amare l’altro perché c’è. E basta.
Verginità: amare con un distacco dentro.
Ma si può davvero amare così?
Chi può davvero amare così?
Solo quell’Uomo.
Solo Dio.
Solo quell’Uomo che è Dio, che per amore si è fatto uomo.
Perché colui che ama dipende da colui che egli ama (c’è poco da fare), fino al punto che il Creatore s’è fatto creatura e ha dato la vita per essa.
Dunque si può amare così a questo mondo.
E l’amore tra le creature è il più bel riflesso che c’è nel mondo dell’amore del Creatore.
Che spettacolo allora vedere due giovani, due teneri virgulti nel fiore degli anni, che si amano, che si rispettano, che si attendono, che si accolgono, che si commuovono l’uno per l’altra perché l’altro semplicemente c’è, c’è!
Nemmeno il monte Bianco in tutta la sua imponenza, non le aurore boreali nel Nord del mondo, non i geyser d’Islanda, non le alte e fragorose cascate del fiume Niagara e nemmeno le comete più luminose potranno mai eguagliare lo spettacolo di due giovani che si amano così.
E che infine decidono di promettersi davanti a Dio quell’eternità che il loro cuore desidera, ma che con le loro sole forze non sarebbero mai capaci di perseguire.
Chi non ha visto un uomo e una donna amarsi così, credetemi, non ha visto niente.


Benvenuto...la frase del don Gius che hai scelto segna bene ciò che molti blogger vogliono condividere!
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